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Il
padre di Antonino Agostino
Antonino Agostino fu ucciso dalla mafia insieme
alla moglie Ida Castellucci, incinta di cinque mesi.
Il padre dell'agente promise di non tagliare più
la barba finchè non avessero scoperto i colpevoli.
Oggi la barba è ancora lunga, e quest'uomo
porge le sue domande ai magistrati riuniti per commemorare
Giovanni Falcone. |
maggio 2002
a cura di Enrico Natoli e Maria Mazzei
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"Vorrei
fare solo una domanda. Questa sera mi ritrovo qui
con dei magistrati, vorrei chiedere a loro: oggi
ci ritroviamo qui per la morte di Falcone e Borsellino,
a dieci anni di distanza. Ma tutti quelli che sono
stati uccisi prima, per i quali ancora non cè
ancora non un mandante, ma neanche un indiziato:
noi familiari cosa dobbiamo fare oggi? Ritirarci?
Andarcene a casa? Perché oggi non cè
uno spiraglio. Io chiedo a voi: la legge è
uguale per tutti o è il colore della politica
che viene cambiato? Se è così, io
mi auguro, signori, concittadini, che nessuno si
trovi nelle condizioni in cui ci troviamo noi familiari.
Qui in questaula vedo altri familiari di altre
vittime, quindi o rimane quello per cui hanno lottato
questi giudici, oppure signori miei io ve lo dico,
non potrà mai esserci nessuna giustizia o
trasparenza." I magistrati si guardano,
alcuni non vogliono rispondere. Poi prende la parola
il dottor Di Matteo:
Lei ha ripreso un tema che io, in un momento di
confusione, ho sottolineato: quello della legge
uguale per tutti. Io credo, anche a nome dei colleghi
della Procura, conoscendo soprattutto il suo dolore
di padre che ha perso in maniera violenta un figlio
che è stato ucciso, credo di poterle dire
questo: lei ha visto in questaula altri familiari,
che hanno vissuto esperienze altrettanto tragiche
nel periodo in cui le ha vissute pure lei, e che
pure credo con il loro stimolo continuo, così
come lei ha sempre fatto, ci hanno aiutato a scoprire
la verità, a portare a processo alcuni imputati
che sono stati anche condannati dalla Corte dAssise.
Il problema è quello dell acqua
calda
di avere gli elementi per sostenere
un processo e per fare i giudizi. Stia tranquillo,
questo veramente è il minimo che noi magistrati
possiamo garantire è che l'impegno della
Procura di Palermo non conosce picchi di maggior
impegno e picchi di sciattezza investigativa a seconda
dei morti. I morti sono tutti uguali e soprattutto
sono tutti uguali i morti uccisi da Cosa Nostra
nelle loro vesti istituzionali. Io ho voluto rispondere,
perché voi cittadini dovete avere fiducia
nel fatto che non esistono morti di serie a e di
serie b.. |
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Beni
confiscati
la realtà di chi lavora sulla confisca e il riutilizzo
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