I commenti

Le dichiarazioni all'indomani della sentenza di assoluzione, 30 e 31 ottobre 2002 - Fonti: Il Giornale, agenzia ansa
novembre 2002
a cura di Enrico Natoli e Maria Mazzei
Corrado Carnevale

"Ero certo che mi avrebbero assolto. Mia mamma era professoressa di matematica e mi ha educato alla scienza dei numeri. Due più due fa quattro. La mia vicenda non poteva dare altro risultato. Ero innocente. Doveva finire così...."

In merito alla condanna della corte d'appello: "una scempiaggine, fuori da ogni grazia di Dio".

"... la cassazione, finalmente, ha spazzato via ogni equivoco. Con questa sentenza, emessa a sezioni riunite, non si chiude solo una mia tragedia personale. Si chiude l'era della cattiva antimafia, quella che ha bisogno dei capri espiatori e di trofei da lanciare nell'arena della politica..."

"... si dovrà vedere come questo processo è stato condotto. è giusto che l'opinione pubblica sia informata. Basterebbe leggere le lettere di stima che ho ricevuto durante questi anni da grandi giuristi per rendersi conto che i magistrati di Palermo hanno sbagliato..."

"... è raro che la Cassazione a sezioni unite, cioè un organo collegiale composto da magistrati di grande esperienza, annulli una sentenza senza rinvio."
E i magistrati di Palermo?
"Se hano sbagliato lo hanno fatto in buona fede. Io sono notoriamente un garantista e dunque ritengo che vi sia la presunzione di buona fede sino a prova contraria..." "... Tra i passi falsi dei magistrati l'aver iscritto la notizia nel registro dei reati con notevole ritardo, secondo l'usanza: mi indagavano dal '92 ma l'iscrizione avvenne nel '93. Poi la procura chiese l'archiviazione, dopo due anni riaprì senza che era emerso niente di nuovo. Ho subito danni incalcolabili e irreparabili...rancore? Non l'ho mai nutrito. Ho espresso giudizi severi su quei magistrati ma non èil caso di rinfocolare polemiche".



Enzo Fragalà, capogruppo di AN in commissione giustizia alla Camera

"La sentenza della cassazione che annulmla senza rinvio la condanna del giudice Carnevale è l'epitaffio definitivo per l'antimafia militante e i processi politici..." "... se Gian Carlo Caselli avesse un minimo d'amor proprio dovrebbe riconoscere il fallimento del proprio operato e lasciare la magistratura".

Carlo Taormina, deputato di forza Italia, avvocato ed ex sottosegretario al Ministero degli Interni.

"In galera! In galera! In galera! Questo l'urlo che un girotondo del Polo dovrebbe riservare alle toghe rosse del partito dei giudici..."

"... il tentativo di deturpare la sua figura di uomo, di magistrato e di studioso si è tradotto nel vilipendio dell''intera magistratura perpetrato da quel partito dei giudici che la egemonizza da almeno dieci anni e che sta diventando sempre più aggressivo e devastante. Domando se, di fronte ad una sentenza definitiva con la quale è stata messa la parola "fine" allo scempio più grave che le toghe rosse hanno perpetrato dalla Costituzione della repubblica Italiana, non ci debba essere qualcuno che arresti i magistrati che si sono resi responsabili dei diritti di volta in volta consumati per crocefiggere uno dei magistrati più prestigiosi che l'ordine giudiziario abbia mai annoverato tra i suoi componenti. Non è un delitto da pagare con la galera quello di aver esposto al pubblico ludibrio Corrado carnevale additandolo come un mafioso? C'è qualcosa di più grave per schiacciare illegalmente la testa di una persona e per screditare l'intera istituzione della magistratura?..."

"... per riparare per quanto possibile i danni arrecati a Corrado Carnevale e a tutta la magistratura occorre fare in modo che egli sia riassunto in servizio, tenendo presente che se non fosse stato sospeso avrebbe rivestito la carica di primo presidente della Corte di cassazione per almeno cinque anni".

Filippo Mancuso


"L'odierno annullamento senza rinvio da parte della Cassazione 'perchè il fatto non sussiste' dalla sentenza di condanna a sei anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa a carico del presidente Corrado Carnevale, viene ad arricchire il serto di glorie giustizialiste che cinge talune personalità già egemoni nell'uso deviato del potere giurisdizionale. Dopo quelli di Andreotti, Con,trada, Mannino, Mancini, Musotto, Giorgianni e di altri, il nome onesto di carnevale allunga così la lista dei martiti civili di una stagione che ha inficiato la serenità di questo paese..."

"è ora compito di tutti, uomini della politica, della giurisdizione, del Parlamento e delle altre istituzioni operare, fuori da ostili passionalità, ma con animo indipendente per il ripristino della regolarità ordinamentale e dei valori che hanno reso illustre la magistratura Italiana.

Gioacchino Sbacchi, presidente della Camera Penale di Palermo e difensore di Andeotti

"Con questa sentenza è stato ulteriormente rafforzato il principio che non è qualsiasi condotta, o una qualche attività, che può configurare il reato di concorso in associazione mafiosa. Si restringono i margini"
 
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