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Dalla
mafia al jazz
Inaugurata a Roma la Casa del Jazz, prima roccaforte
della Banda della Magliana |
aprile 2005
di Ilaria La Commare |
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Le note di jazz che la Casa emetterà
suoneranno, infatti, “sul filo
della memoria e dell’impegno per
le vittime delle mafie”, così
come recita la stele all’ingresso,
con la quale la città di Roma
e l’associazione Libera hanno
voluto ricordare gli oltre seicento
morti per mano delle mafie. |
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Da “holding” della triade mafia-camorra-‘ndrangheta
guidata da Enrico Nicoletti, boss della Banda
della Magliana, a Casa della musica “povera”:
un bell’affrancamento e un segnale di
fumo significativo. Villa Osio, degli anni
Trenta, con i suoi tre edifici tra palme e
pini su grandi prati, è stata confiscata
alla Banda nel 2001 ed è passata nelle
mani del Comune di Roma. Che ha investito
molto (circa sei milioni di euro), beneficiando
anche del sostegno di numerosi sponsor, per
creare questo locus con un genius ambizioso:
quello di creare un luogo musicale, identitario
e relazionale, nonché storico. Le note
di jazz che la Casa emetterà suoneranno,
infatti, “sul filo della memoria e dell’impegno
per le vittime delle mafie”, così
come recita la stele all’ingresso, con
la quale la città di Roma e l’associazione
Libera hanno voluto ricordare gli oltre seicento
morti per mano delle mafie. La mafia e il
jazz, un principio comune in fondo ce l’hanno:
“Quando non sai cos’è,
allora è jazz”, scrive Baricco,
e altrove succede che “allora è
mafia”.
La session inaugurativa della Casa del Jazz
ha visto avvicendarsi sul palco, da giovedì
21 aprile a domenica 24 aprile, artisti jazz
del rango di Paolo Fresu e Lino Patruno. Riaprirà
il 7 maggio per una settimana di concerti
di grandi jazzisti italiani che, tra duetti,
trii e quartetti renderanno omaggio ai repertori
di famosi compositori della scena mondiale.
E poi il gran via nell’estate 2005.
Abbiamo intervistato Luciano Linzi,
direttore della Casa ed ex direttore della
Warner Music Italia.
Direttore, qual è il bilancio
di questi quattro giorni inaugurativi?
Il
bilancio è straordinariamente positivo
per tanti motivi. Innanzitutto per il numero
delle persone che sono venute dalla serata
d’inaugurazione a questi tre giorni
di concerti. Abbiamo calcolato in totale circa
diecimila persone, che hanno detto di essere
rimaste molto colpite dalla bellezza del posto
e anche dalla piacevolezza con cui si presta
ad essere utilizzato. Ci hanno dimostrato
un entusiasmo e un affetto che veramente ci
ha riscaldato il cuore. Poi sicuramente molto
importante è stato anche vedere come
è stato vissuto il posto dai musicisti,
perché questa in prima battuta sarà
la Casa dei musicisti, i musicisti di jazz
italiano: e noi ci teniamo molto che questo
venga avvertito, che venga visto non solo
come un luogo in cui venire quando chiamati
ad esibirsi. Ma soprattutto come una casa
con degli spazi che possono frequentare ogni
giorno, anche per venire a sentire i colleghi
o per utilizzare le strutture messe a disposizione.
Stiamo allestendo delle sale di prova e di
registrazione, degli archivi e anche delle
stanze uso foresteria, da affiancare all’auditorium,
al bookshop, alla biblioteca e al ristorante.
Insomma, vorrei che diventasse com’è
nei nostri sogni: un punto d’incontro
di musicisti, operatori, appassionati, amanti
e curiosi di questo genere di musica.. e a
quel punto la scommessa può essere
vinta.
Scommessa che è partita quattro
anni fa, da un’espropriazione alla mafia.
Un bel segnale comunicativo, e un gran lavoro,
ma la volontà è stata forte..
Assolutamente sì, e il fatto che venga
riconosciuta dalle istituzioni in maniera
così importante, questo è un
segnale, il primo segnale di quella che speriamo
una lunga serie di opportunità che
le istituzioni daranno a questa musica e a
chi la fa. E’ importantissimo aver dato
un utilizzo pubblico di questo genere, ovvero
“molto pubblico”, a un complesso
che era in mano ai boss mafiosi. La stele
all’ingresso, con tutti i nomi sovraimpressi,
vuole essere il punto di partenza e benvenuto
in un’area veramente aperta alle attività
cittadine. E, prima ancora, vuole essere un
punto di riflessione, per non dimenticare.
Già, se non dimentica si può
orientare la direzione con coscienza, e che
possa essere sempre più la musica,
a guidare questi nuovi orizzonti. E chissà,
forse proprio la ribalta del jazz, tradizionale
musica “povera”, farà venire
alla ribalta anche le coscienze..
Credo molto nel jazz e nel suo potere. Il
fatto che ora abbia anche una casa può
aiutarlo nella sua vocazione di creare delle
relazioni con una dimensione più vera
e fondate su un patrimonio comune. Come ho
detto più volte, vorrei che questa
fosse la casa di tutti gli stili del jazz
e di tutte le generazioni di musicisti italiani.
E anche per tutte le generazioni.
Indubbiamente un bell’impegno.
Bella anche l’idea di creare delle sinergie
con eventi come il Festival
delle Letterature: avete intenzione di
muovervi anche in altre direzioni?
Sì, questa è un’indicazione
importante che ci arriva dal sindaco ed è
giustissima perché è proprio
un sistema delle Case quello di riuscire a
creare interdisciplinarietà tra le
varie strutture. La Casa
delle Letterature e la Casa
del Cinema saranno i primi rapporti
concreti di collaborazione che metteremo a
punto.
Il concerto di questa domenica mattina
mi ha rievocato, vedendo la gente stesa sui
prati a bearsi delle note dal palco, i parchi
inglesi, dove queste cose fanno ormai parte
dello scenario. Facendo un passo ancora più
lontano, lei crede che si possa creare una
sorta di New Orleans d’oltreoceano?
Eh, sì, l’ambizione sarebbe questa.
La scena jazzistica italiana al momento sta
vivendo di favore straordinario a livello
mondiale, alcuni dei nostri musicisti sono
chiamati ad esibirsi nei più grandi
festival del mondo e a incidere per le case
discografiche più importanti. Stiamo
vivendo una sorta di nuovo Rinascimento italiano.
Il momento giusto per aprire una Casa.  |
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Beni
confiscati
la realtà di chi lavora sulla confisca e il riutilizzo
dei beni appartenuti alla mafia |
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Storia
e Memoria
Eventi recenti e meno recenti, persone che non possono essere
dimenticate |
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Testimoni
Persone che hanno affrontato le mafie a viso aperto |
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Cittadini
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Il problema delle mafie affrontato quotidianamente |
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Storici, giornalisti, scrittori, punti di vista a confronto
con le mafie |
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