E la politica? La maggioranza vuole mandare all’asta i beni confiscati e l’opposizione?

Intervista a Luciano Violante (Ds), ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia
ottobre 2003
a cura di Enrico Natoli e Maria Mazzei
 
Penso al tentativo di vendere i beni confiscati che vuol dire piuttosto che utilizzarli socialmente, restituirli alla mafia.
On. Violante, cosa succede oggi nella lotta contro la mafia?
Quello che succede è che c'è un tentativo di sterilizzare la lotta alla mafia. Penso al tentativo di vendere i beni confiscati che vuol dire piuttosto che utilizzarli socialmente, restituirli alla mafia. Penso al silenzio complessivo sull'argomento e il contemporaneo attacco alla magistratura... il silenzio sul traffico degli stupefacenti e altre cose abbastanza gravi.

Però accanto a questo c'è anche una sensibilità dell'opinione pubblica che sembra non avere più equivoci sul fatto dell'importanza della lotta alla mafia. Questo è il fatto positivo.

A proposito di questo, nel nostro piccolo registriamo un continuo scollamento tra le istanze della cittadinanza e la risposta dei politici, da parte vostra. Rutelli afferma, ad esempio, che durante gli anni di governo del centrosinistra, l'euro era prioritario. Rispetto alla lotta alla mafia. Ma quando diventa una priorità assoluta questa lotta?
Io non sono d'accordo su questa affermazione. Negli anni di governo del centrosinistra è stato arrestato un latitante ogni diciotto ore, se non ricordo male, quindi la lotta c'è stata.
Si sono fatte delle leggi, alcune delle quali - relative al processo penale - sono leggi sbagliate, questo lo so benissimo. Ma non mi pare che ci sia stato silenzio. C'è stata azione.

E poi, vede, c'è stata soprattutto la possibilità di aumentare i posti di lavoro in Sicilia. Sono aumentati molto con i prestiti d'onore, e questo è stato un fatto positivo. Non a caso questo governo ha tagliato i prestiti d'onore.

Nel suo intervento ha parlato di due cose fondamentali. La prima è il problema della gestione dell'acqua, la seconda è il fatto che bisogna persuadere le persone che bisogna occuparsi di problemi simili, e non costringerle.
Bisogna lavorare sulla "persuasione", perchè questi temi non sono temi su cui si costruiscono identità separate. Si costruiscono identità collettice e quindi si lavora con l'etica della persuasione... è più fastidioso, devo dire, più faticoso, ma è l'unica strada vera.

Nel suo ultimo libro lei parla del ciclo mafioso, un ciclo decennale che si ripete aprendo stagioni di sangue. E' davvero così reale questo previsione?
Beh, stavano per ammazzare Beppe Lumia! Purtroppo quella previsione era giusta...
 
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