I partiti e la lotta alla criminalità organizzata

Guida per le elezioni politiche del 2006: i partiti e le loro promesse nel contrasto alla criminalità organizzata.
marzo 2006
a cura di Enrico Natoli
Il centrodestra

Iniziamo dalla coalizione di governo: i partiti che siamo riusciti a contattare (Forza Italia, Alleanza Nazionale, UDC, Lega Nord, Democrazia Cristiana, Nuovo PSI, Movimento per l'autonomia, Alternativa sociale, Fiamma tricolore e Partito Repubblicano) si rifanno tutti al programma della Casa delle Libertà.

Il contatto con i partiti


La palma per il partito più disponibile va ad Alleanza Nazionale, la cui segreteria si è dimostrata efficiente e competente rimandandoci - oltre che al programma della coalizione - anche ai documenti nati dalla conferenza programmatica di partito dello scorso febbraio, pubblicati nel sito del partito.
Un'indicazione utile l'abbiamo avuta durante il colloquio con la segreteria del Movimento per l'autonomia, la neonata formazione alleata con la Lega Nord. L'avvocato Russo del Movimento assicura che tutte le candidature sono sottoposte al vaglio di un codice etico, per cui non ci sono pericoli che vengano elette persone poco raccomandabili.

Per il resto bisogna registrare un po' di sorpresa nel tipo di domanda che abbiamo posto, ossia se vi fossero documenti programmatici dei singoli partiti in termini di lotta alla criminalità organizzata, e un po' di approssimazione nelle risposte. L'UDC ci ha rimandato al sito per dei documenti programmatici che non siamo riusciti a rintracciare; La Lega Nord ci ha promesso di inviarci documentazione che a tutt'oggi non è arrivata; la DC ci ha invitati all'apertura della campagna elettorale, ma la segreteria non ci ha saputo indicare nessun tipo di documentazione da cui attingere; Alternativa Sociale e Partito Repubblicano ci hanno rimandato da subito al programma della coalizione. Infine, nonostante i numerosi tentativi, non abbiamo mai ricevuto risposta dalle segreterie di Fiamma Tricolore e Nuovo PSI.

La lotta alla criminalità organizzata nei programmi elettorali


Il programma ufficiale della coalizione è quantomeno lapidario. A pagina 6, nel capitolo dedicato a "Le 36 grandi riforme del governo Berlusconi", al punto 12 si legge "Sicurezza: carabinieri e poliziotti di quartiere, antiterrorismo, lotta alla criminalità, legge sulla droga e legge sulla legittima difesa". Nessun accenno alle mafie, neanche per quel che riguarda la conversione definitiva in legge dell'articolo 41 bis, ossia il regime di carcere duro per i boss mafiosi. Dovrebbe essere il fiore all'occhiello dell'azione di governo, più volte abbiamo sentito dichiarazioni di rappresentanti del centrodestra che sottolineavano questo punto, nel documento ufficiale invece non ve n'é traccia.

Per quel che riguarda il programma per il futuro, la situazione non cambia molto. A pagina 12, nel "Punto n.2: Sud", il paragrafo 4 recita: "Contrasto alla criminalità organizzata." Non ci sono ulteriori indicazioni su come avverrà questo contrasto ed è l'unica volta in cui viene nominata la criminalità organizzata.

I documenti programmatici di Alleanza Nazionale


Della disponibilità mostrata nei nostri confronti da Alleanza Nazionale abbiamo già scritto. Per quel che riguarda i contenuti programmatici del partito, purtroppo, non vi sono cenni sostanziali al contrasto alla criminalità organizzata. Il problema viene affrontato solo in relazione ad altri problemi che sono individuati come più rilevanti.

Giustizia

Nel documento sulla giustizia, a pagina 18, si affronta l'argomento "Diritto di difesa e patrocinio a spese dello Stato". Nel paragrafo conclusivo si cita il fatto che spesso gli associati ai clan mafiosi usufruiscono del patrocinio statale nei processi pur non avendone diritto in quanto hanno la disponibilità di ingenti patrimoni, seppur occulti.

Sicurezza

A pagina 4 del documento "Sicurezza" si citano "ottimi risultati sul
fronte del contrasto alla criminalità diffusa, organizzata e della lotta al terrorismo interno e internazionale". Ancora una volta il tema della criminalità organizzata viene inserito in un contesto più ampio. Vengono sottolineati "i successi nel contrasto alla criminalità organizzata costituiti dall’arresto di latitanti di assoluto rilievo nell’ambito dei diversi contesti mafiosi. Una dettagliata esposizione di questi importanti traguardi è contenuta nel Rapporto sullo stato della sicurezza in Italia pubblicato dal Ministero dell’interno il 15 agosto scorso (consultabile sul sito www.interno.it)." La sensazione è che Alleanza Nazionale consideri la lotta alla criminalità organizzata su un piano strettamente iscritto nella sfera dell'ordine pubblico. La riprova l'avremo nel documento dedicato al Sud.

Sud

In questo documento le mafie, letteralmente, non esistono. Non sono contemplate. Non sono dunque considerate un problema rispetto a tutti gli intenti che il documento stesso si propone. Gli obiettivi sono tutti verso il rilancio occupazionale, per nuovi investimenti in infrastrutture, territorio e capitale sociale, per il recupero del capitale umano a fronte di un continuo fenomeno di emigrazione verso il Nord.
Come in tutti questi intenti ci si possa tenere al riparo da infiltrazioni mafiose, dal condizionamento della vita sociale, politica ed ecoonomica, dal controllo del territorio, dai fenomeni del racket e dell'usura, è qualcosa che il documento non ritiene importante svelarci.
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