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La manifestazione
La protesta dei cittadini davanti al Viminale |
23 ottobre
2001
a cura di Maria Mazzei |
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La notizia della rimozione
di Tano Grasso ha mobilitato in questi giorni le
associazioni antiracket e antiusura. Si sono
date appuntamento a Roma dove hanno organizzato
un sit-in davanti al Viminale e in pubblica assemblea
presso la Confesercenti.
Ci ha colpito l'eterogeneità di questo gruppo:
tra commercianti ed esercenti, contadini e cittadini
comuni, impiegati, universitari e vigili c'era anche
un gruppetto di giovanissimi.
Li abbiamo incontrati e ne abbiamo raccolto le testimonianze.
Perché lì, a manifestare per Tano
Grasso e chi è Tano Grasso? Erano soli o
accompagnati? Com'è la mafia a 16anni?
"Siamo qui per difendere il nome della nostra terra,
che vogliamo libera dalla mafia"
"Siamo qui
per difendere la nostra salute". Come la salute?
- chiediamo noi. "Sì, nel mio paese, S. in
quattro mesi ci sono stati 4 morti ammazzati e 16
in provincia". Un altro: "No, io non sono qui per
questo; in fondo da noi si ammazzano con la lupara
bianca; non temiamo per la nostra incolumità.
Ci preoccupa moltissimo illegalità diffusa."
E ancora: "Il vero problema è l'omertà.
Per esempio, l'ultimo assassinio è avvenuto
alle 19,30 di sera, in pieno centro e a volto scoperto;
io sono sicuro che almeno due persone hanno visto
gli assassini". Si scambiano un'occhiata e un altro
annuisce, "Sì, per forza"
"La mafia
c'è e continua a esserci proprio per quello
che diceva lui; perché la gente non parla.
Anche i nostri genitori sanno ma non parlano". E
ancora, "
si sa chi e perché si ammazza
ma l'omertà è più forte. Tu
non hai idea di quel che significa: l'omertà
è una cosa che ti sta nel cervello, anche
dei miei genitori".
Quanti siete della vostra classe o gruppo? "Noi
siamo pochi stamani perché avevamo la scuola
e molti di noi non si sono potuti assentare; poi
non siamo così liberi alla nostra età"
e ridono. "
comunque non siamo in molti a
ragionare in questi termini. Da noi la microcriminalità
assume a 16 anni".
E a parlare ancora di giovani è più
tardi don
Luigi Ciotti che dice: "Ci sono segnali
pericolosi nel paese, come di arretramento nella
lotta all'illegalità" E cita la legge nuova
nuova sulle rogatorie internazionali, quella sulla
depenalizzazione del falso in bilancio e ora il
rientro dei capitali all'estero. "Parlo senza voler
fare nessuna polemica e questa è la verità.
Quando parliamo ai giovani di legalità ci
sentiamo domandare se la coerenza verso la legalità
riguarda solo loro o anche le istituzioni. E l'ambiguità
è forte oggi. Il messaggio che arriva è
che a vincere sono i furbi e i potenti. Oggi la
mafia si sfrega le mani".
Incontriamo Clelia Fiore, coordinatrice delle
associazioni antiracket e antiusura di Messina.
"Noi non capiamo e non accettiamo la rimozione
di Tano Grasso dopo gli eccellenti risultati che
ha ottenuto. Anzi precisa che abbiamo
ottenuto perché quella relazione annuale
non l'ha fatto Tano, ma tutti noi, intesi come associazioni
che sul territorio ci battiamo contro l'estorsione
e lì dentro c'è scritto come l'abbiamo
fatto, noi tutti. Ed è stato proprio grazie
a Tano se ce l'abbiamo fatta perché ci ha
ascoltati; nessuna polizia o prefettura o tribunale
ha mai fatto questo, perché non sanno ascoltare.
Guardi il numero di denuncie: è cresciuto
di oltre il 20%.
Dispiaciuta, fa riferimento all'assenza della Confcommercio,
l'altro grande sindacato del settore. "E' pure mio
compaesano!"; e con un pizzico di rabbia "la sa
quella del direttore della Gazzetta del Sud, Nino
Calarco?" No, le diciamo, ce la racconti. "Siamo
a combattere con gente che viene "mal interpretata":
si ricorda l'uscita estiva del ministro Lunardi,
che ci consigliava di imparare a convivere con la
mafia? E allora si segni questa di Calarco
che taglia corto sullo Stretto e dà il benvenuto
alla mafia qualora lo stato non fosse in grado di
costruirlo questo ponte".
Signora ci sono commercianti autori di denunce per
usura e racket che godono di protezione? "No, nessuno.
Forse solo in casi davvero eccezionali. Ma
io non ne conosco."
I vigili ci invitano a salire sui marciapiedi, siamo
tanti e le auto protestano.
Ma la piazza antistante il Palazzo del Viminale
è off limits. Sono ordini, dice il vigile.
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Beni
confiscati
la realtà di chi lavora sulla confisca e il riutilizzo
dei beni appartenuti alla mafia |
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Storia
e Memoria
Eventi recenti e meno recenti, persone che non possono essere
dimenticate |
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Testimoni
Persone che hanno affrontato le mafie a viso aperto |
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Cittadini
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Cultura
Storici, giornalisti, scrittori, punti di vista a confronto
con le mafie |
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