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Dal
Ministro Claudio Scajola allAssemblea Nazionale
SOS Impresa
Confesercenti
Roma, 2 ottobre 2001
Fonte: antiracketusura.it
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23 ottobre
2001
a cura di Maria Mazzei |
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LAssemblea nazionale
di SOS Impresa ha il merito di porre allordine
del giorno un tema che nei mesi a venire assumerà
un rilievo crescente, anche in vista dellingresso
nel sistema della moneta unica.
Se è vero che con la nascita dellEuro
le economie nazionali trarranno un beneficio straordinario
per la loro crescita, è anche vero che i
singoli Stati dovranno dimostrare maggiore sollecitudine
che in passato nellazione di controllo e di
contrasto alla cosiddetta criminalità economica.
Nel 2002 cadranno le barriere monetarie ma con esse
non dovranno venir meno quelle garanzie e quelle
condizioni di sicurezza e di trasparenza che ogni
Stato deve saper assicurare ai propri sistemi economici.
Il riciclaggio, lusura, il racket dellestorsione
sono forme illegali strettamente vincolate tra loro
e hanno dimostrato nel tempo una notevole capacità
di adattamento ai nuovi scenari delleconomia
e una spiccata attitudine nellimpiego delle
più recenti tecnologie digitali e di comunicazione.
Ciò ha favorito soprattutto nellultimo
decennio una diffusione trasnazionale delle pratiche
illegali e un loro progressivo radicamento in territori
anche lontani ma ben collegati tra loro da una pianificazione
organizzativa e logistica assai sofisticata.
Per questo la criminalità organizzata non
si fermerà davanti al nuovo che avanza, ma
al contrario dal nuovo cercherà di trarre
nuovi benefici e nuovi vantaggi.
Qui entra in gioco lo Stato, lIstituzione,
lautorità pubblica, e con essi il consenso
dei cittadini, limpegno delle associazioni
di categoria, la collaborazione delle imprese e
di chi onestamente lavora, investe, promuove il
proprio benessere e quello degli altri.
Sono questi i soggetti istituzionali, sociali, economici
chiamati a combattere la criminalità economica,
a riaffermare il valore irrinunciabile della legalità,
a costruire condizioni concrete ed effettive di
sviluppo, soprattutto nelle aree svantaggiate del
Paese, spesso le più colpite dal racket dellestorsione
e dellusura.
Lo Stato farà la sua parte.
Dovremo innanzitutto lavorare per una applicazione
più compiuta della normativa antiracket e
antiusura. La legge 44 approvata solo due anni or
sono da unampia maggioranza parlamentare è
tra le più avanzate in Europa avendo il pregio
di fissare le condizioni per una maggiore cooperazione
tra circuito istituzionale e mondo delle associazioni
antiracket. Senza questo raccordo la battaglia non
può essere vinta, ma saranno necessarie integrazioni
e adeguamenti di altre normative, in ambito processuale,
penale e fallimentare, perché una scarsa
armonia tra le norme può pregiudicare la
tutela della vittima e quindi lo spirito stesso
della legge. Anche alla figura e al ruolo del Commissario
antiracket bisognerà dare in tempi brevi
una sistemazione normativa definitiva.
Occorre inoltre incentivare le misure di prevenzione,
attraverso le riunioni dei Comitati provinciali
per lordine e la sicurezza pubblica, convocate
dai prefetti, dintesa con il Commissario antiracket
al quale spetta il raccordo con tutte le associazioni
antiracket. Questa è la sede migliore non
solo per stabilire una stretta collaborazione tra
le parti interessate ma è lo strumento attraverso
il quale chi è vittima del fenomeno estorsivo
riceve una sua legittimità ad essere tutelato
e difeso.
Appare anche opportuno promuovere una nuova mirata
campagna nazionale di informazione, che faccia seguito
a quella generale dello scorso anno e che punti
su temi specifici come leducazione alluso
responsabile del denaro o le modalità di
accesso al Fondo di prevenzione dellusura.
Altro obiettivo da perseguire è il potenziamento
della rete delle associazioni antiracket, che dovranno
sempre più svolgere un ruolo non solo di
prevenzione, di assistenza e di solidarietà
nei confronti delle vittime ma anche di promozione
delle denunce contro lusura.
Dovremo infine promuovere un sistema efficace di
finanziamento del Fondo di prevenzione dellusura,
tale da renderlo permanente e fruibile, così
come già accade per il Fondo di solidarietà.
Questi sono solo alcuni degli obiettivi che abbiamo
in animo di perseguire. Altri saranno individuati
con il contributo delle Associazioni, come SOS Impresa,
che lavorano sul campo ed hanno la possibilità
di percepire levoluzione del problema e di
individuarne le possibili soluzioni.
Anche dai lavori della vostra Assemblea, alla quale
auguro un proficuo risultato, potranno uscire quelle
proposte che fin dora mi impegno a valutare
insieme a voi e alle associazioni che con voi combattono
questa difficile e nobile battaglia. |
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Beni
confiscati
la realtà di chi lavora sulla confisca e il riutilizzo
dei beni appartenuti alla mafia |
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