Piero Grasso: "Discutere è alla base del lavoro comune"
Uno scambio di battute con il Procuratore capo di Palermo, al quale abbiamo chiesto a che punto è il suo lavoro e quali siano state le ripercussioni delle polemiche dello scorso anno all'interno della Procura.
marzo 2004
intervista di Enrico Natoli e Maria Mazzei
ascolta l'intervista
(formato Real Player)
In questi ultimi due anni sono accaduti molti fatti: proclami di boss dal carcere, striscioni allo stadio di Palermo contro il 41 bis e molto altro. Com’é la situazione attuale dal suo punto di vista?
Cosa Nostra, approfittando di questa “pax mafiosa”, si è riorganizzata e ristrutturata nonostante i grossi colpi a lei inferti da polizia e magistratura, che hanno arrestato parecchi latitanti – una dozzina negli ultimi tre anni, tutti di grosso calibro... parecchi capimandamento, parecchi reggenti delle varie famiglie. Nonostante ciò si è rafforzata, ma ha all’interno dei fattori di instabilità e di crisi che sono determinati soprattutto dai boss mafiosi detenuti che non intravedono speranze di soluzione agli ergastoli che sono stati comminati loro dalle corti di assise nei vari processi.
Questo crea una situazione di crisi anche perché le tante aspettative che avevano -sull’eliminazione dell’ergastolo, sulla revisione dei processi, sull’eliminazione dei pentiti - non si sono poi soddisfatte.

Dopo l’assoluzione di Andreotti al processo di Palermo, qual è l’atteggiamento che percepite da parte dei cittadini?

Purtroppo, questo contatto con i cittadini è limitato per quel che ci riguarda... avete più contatto voi con i cittadini! Purtroppo il mio lavoro non mi dà la possibilità di avere contatti con la cittadinanza.

Dopo questa assoluzione avere di nuovo indagati politici cosa significa?

Ci sono politici indagati, è normale questo. Qualsiasi cittadino nei cui confronti ci siano degli elementi per avviare delle indagini, sarà sottoposto a indagine. Non ci sono né immunità né impunità finché non ci sono quelle di legge, ovviamente. Da parte nostra dunque non c’é nulla di strano o di insolito. Indaghiamo quando dobbiamo indagare, ma sempre con i piedi per terra e quando ci siano elementi da approfondire.

Cosa ci può dire dei problemi di cui abbiamo letto all’interno della sua procura?
La dialettica è sempre qualcosa di costruttivo, che aiuta a migliorare il servizio che noi tutti crediamo di dare alla collettività... abbiamo questa presunzione. In quest’ottica ben vengano tutte le critiche se ci aiutano a migliorare. Devo dire che non c’é mai stato nessun problema nella valutazione delle indagini o di come condurre le indagini. Non si è mai rallentata la nostra azione repressiva per via delle nostre discordanze organizzative. Questo ci conforta anche per il futuro.
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