Massimo Brutti, responsabile giustizia dei DS
23 febbraio 2002
a cura di Maria Mazzei e Enrico Natoli
Innanzitutto non dobbiamo lasciare soli chi contesta o chi convive con la mafia. E ricorda quello che ritiene uno degli omicidi più odiosi: quello del Giudice Saetta, soprannominato dai mafiosi “lo sbirro”, (perché aveva condannato i killer di Basile, successivamente assolti in Cassazione dal Giudice Carnevale, ndr).

“116-0”, 116 le condanne ai mafiosi e 0 ai “colletti bianchi”, ai politici. Nessuno mai ci convincerà che la mafia è fatta solo da banditi. La mafia è invece un sistema di potere, come dimostrano tutte le Relazioni delle varie Commissioni Parlamentari Antimafia.

Parla della legge sul rientro dei capitali esteri varata dall’attuale governo come un esempio del sistema di potere che arriva in Parlamento.
Abbiamo oggi leggi che contrastano con la legalità: sono leggi che stabiliscono dei privilegi, quello del falso in bilancio, scritto da chi deve difendersi da questo reato in un processo.

La lotta alla mafia deve avere forti spartiacque politici (e non importano i partiti o tessere) che devono essere chiari. La prima faccia della mafia è quella del mafioso che comprime i diritti dei lavoratori. La mafia propone sviluppo e noi dobbiamo vincere la mafia proponendo un altro sviluppo. Un esempio concreto? In Sicilia manca l’acqua, nonostante l’isola ne sia ricchissima!
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