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Roberto
Centaro, presidente della commissione parlamentare
antimafia |
23 febbraio 2002
a cura di Maria Mazzei e Enrico Natoli |
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Centaro
ringrazia Libera per il lavoro che svolge nel concreto,
per il fatto di fare antimafia nei fatti e non nelle
parole, andando ad esempio ad occuparsi dei terreni
recuperati nella lotta alla mafia: operazione tanto
più importante perché mentre ai magistrati
il coraggio è richiesto, ai cittadini no.
Il coraggio dei cittadini diventa dunque un valore
aggiunto, perché scuote dal torpore delle
coscienze. Occorre in questa situazione che le persone
si aggreghino, che non siano isolate: l'unità
delle persone nella lotta alla mafia è un
punto fondamentale perché chi resta da solo
diventa più vulnerabile, dal momento che
la criminalità organizzata attacca come se
fosse un branco.
Poi Centaro parla di una lettera di due righe (di
cui aveva riferito precedentemente don Luigi Ciotti,
ndr) in cui il Ministero della Pubblica Istruzione
ha revocato a Libera la possibilità di insegnare
nelle scuole perché "le finalità
dell'associazione sono poco chiare".
Centaro dice di vergognarsi di questa risposta,
che è ipocrita e burocratica. Avrebbe preferito
che dicessero, dal Ministero, "Non ci piace
quello che fa Libera".
Poi, per restare in ambito dell'istruzione, dice
che ha chiesto al Ministro Moratti di introdurre
nell'insegnamento dell'educazione civica la materia
"Educazione alla legalità", materia
che deve suscitare un cambiamento mentale nei giovani.
Poi le istituzioni devono fare il resto: maggior
controllo del territorio, assistenza a chi denuncia
il racket, controllo degli appalti e dei subappalti.
La Commissione Antimafia proporrà al parlamento
proprio perché sia possibile un maggior controllo
sulle opere pubbliche, che devono essere fatte,
ma bisogna evitare in tutti i modi che i soldi destinati
ad esse finiscano nelle mani della mafia.
Sui beni confiscati alle mafie, propone invece una
gestione più fluida attraverso un'agenzia
statale che consegni i beni in tempi brevi e ne
mantenga la conservazione in buono stato.
Centaro fa un accenno alle polemiche politiche che
sembrano dividere gli schieramenti su ogni argomento
di cui si discute e auspica un confronto politico
interno alla commissione antimafia solo sulle soluzioni
tecniche, ma vuole una unità d'intenti in
quello che è l'obiettivo comune, ossia sconfiggere
le mafie. Condivide l'analisi di Violante, ma non
crede che il fenomeno mafioso sia ciclico, pensa
che alle mafie convenga stare in silenzio oggi ed
è per questo che la giuardia deve rimanere
alzata: che la guardia sia alta per ciascuno, ognuno
nel proprio ambito, senza che subentri uno scontro
politico.
Ognuno proponga non una emergenza costante, ma un
modello che incentivi la reattività del cittadino. |
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Beni
confiscati
la realtà di chi lavora sulla confisca e il riutilizzo
dei beni appartenuti alla mafia |
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Storia
e Memoria
Eventi recenti e meno recenti, persone che non possono essere
dimenticate |
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Testimoni
Persone che hanno affrontato le mafie a viso aperto |
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Cittadini
attivi
Il problema delle mafie affrontato quotidianamente |
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Cultura
Storici, giornalisti, scrittori, punti di vista a confronto
con le mafie |
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