Alfredo Galasso, avvocato penalista
23 febbraio 2002
a cura di Maria Mazzei e Enrico Natoli
Bella l’iniziativa del Girotondo per lo spirito gioioso e positivo. Grazie anche a Libera.
Oggi a me fa paura il silenzio e l’indifferenza della gente e della classe politica. Bella questa educazione nelle scuole per la legalità.

Comincio a non poterne più di certi discorsi di sinistra. Io sono diventato un uomo di sinistra perché combattevo la mafia. Io sono contro questa nuova legge votata dal centro sinistra sui collaboratori di giustizia che li considera peggiori dei criminali che denunciano. Si è costruita pacificamente questa trama tra mondo istituzionale e affiliati a capi mafia come le indagini hanno evidenziato. Soprattutto al livello intermedio, di sopraffazione ambientale.
E tutto si è ricostruito nel silenzio più assoluto. E questa collusione è trasversale e m’indigna che tutto questo appartenga alla sinistra.

Sono convinto che quando si parla di legalità oggi sia solo rispetto formale della legge. E sembra che riguardi solo i magistrati e non la condivisione di leggi e valori. Ecco la questione morale. Nella Costituzione c’è la coscienza collettiva e la condivisione dello spirito della legge.

Oggi c’è una ribellione verso certe leggi e se manca la condivisione non c’è democrazia.

Libera Scuola già da sé basterebbe a risvegliare le coscienze. Ricreare la memoria è un fatto molto importante, concreto.
La sinistra sbaglia se si appiattisce nella difesa della magistratura perché ciascuno ha il suo compito. Io non lo dò il mio consenso alla magistratura tutta per difendere un centinaio di magistrati onesti. Perché abbiamo visto che gli attacchi sono stati verso pochi individui veramente impegnati.

In un racconto di Brecht il protagonista si trova in una valle che all’improvviso si riempie d’acqua,dappertutto, velocemente. L’uomo cerca disperatamente una barca e si affanna fino a quando l’acqua raggiunge un livello troppo pericoloso, fino al collo. E allora l’uomo si accorge che lui stesso è una barca.
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