Intervento di Piero Grasso, procuratore capo di Palermo
23 febbraio 2002
a cura di Maria Mazzei e Enrico Natoli
In Italia la mafia ha una strategia precisa oggi: quella di creare sempre meno occasioni per parlare di mafia.
Abbiamo sentito intercettazioni di boss e uomini d'onore che affermano: "Lo ammazzerei subito, ma non lo posso fare". Non vogliono essere visibili i mafiosi, e come effetto di questa strategia si parla sempre meno di mafia, scomparsa dai quotidiani nazionali. Solo nei quotidiani locali se ne parla, secondo una regola non scritta per cui "ognuno cuoce nel suo brodo". Eppure questa mafia è invisibile per l'opinione pubblica nazionale, ma è visibilissima per chi ne subisce gli effetti ogni giorno.

Se dall'agenda della politica non traspare un'attenzione costante per il problema, ma le mafie vengono trattate come emergenza, il problema non può essere risolto.

Per quanto riguarda la sicurezza nel sud, bisogna aprire un altro capitolo. Ben venga la lotta alla prostituzione, ben vengano le navi da guerra per bloccare i clandestini, ma non toglietemi un uomo dalla lotta alla mafia!
A Palermo - e chi lo mette in evidenza questo? nessuno! - c'è il numero più alto di rapine rispetto alle città italiane. Ci sono le rapine fatte alle banche, che sono aumentate considerevolmente, e poi ci sono rapine strane e continue. Uno viene fermato per strada e minacciato: "Dammi tutto quello che hai" e torna a casa senza orologio, portafogli, cellulare... addirittura ti fermano mentre sei al semaforo con lo scooter, ti fanno scendere e si portano via lo scooter...

Esiste un'atmosfera di intimidazione continua, i casi di reazione sono isolati. Per questo credo che la sicurezza dei cittadini passi anche dal contrasto alla mafia. Pensate che il 50% delle entrate per rapine in banca, scommesse clandestine, videopoker e via dicendo, va a finire nelle mani di chi controlla il territorio. La mafia è talmente inserita nel tessuto sociale che non ci si può distrarre un attimo.

La repressione, quella che faccio io con il mio ufficio, non basta da sola e ne ho le prove.
Un esempio per tutti: un imprenditore viene da noi e denuncia un tentativo di estorsione: noi arrestiamo i responsabili e li mettiamo in carcere. Dopo due o tre giorni l'imprenditore si vede arrivare altre persone che dicono: "Veniamo per conto di quelli che hai mandato in galera: se prima ci dovevi dare una somma, ora ci devi cedere l'attività". E' un circolo vizioso, insomma. Inoltre non ci sono praticamente più collaboratori di giustizia e la mafia possiede una tecnologia all'avanguardia. I nostri mezzi sono diventati insufficienti.
Per aiutarci a combattere ci serve recuperare il concetto di legalità: prima del singolo, poi della collettività intera. Libera è simbolo di questo passaggio, è una testimonianza del valore della legalità. Libera descrive spesso una società che pensa solamente al profitto facile, al successo a tutti i costi e questo mi fa paura.

Perchè mi porta a chiedere: quanta parte della società vuole il ripristino della legalità?
In questo percorso noi ci scontriamo anche con delle leggi che ci indeboliscono. Ad esempio, quella che vuole che sia valida solo una testimonianza data in un'aula di Tribunale. Così succede che chi viene da noi a denunciare un'estorsione, poi non ha il coraggio di ripetere le accuse in Tribunale, e i rapinatori o gli estorsori vengono assolti.
Per quanto riguarda gli appalti, invece, credo che per quanto si possa fare una buona legge, se gli uomini si mettono d'accordo per aggirarla c'è ben poco da fare.

Allora puntiamo sulla questione morale, bisogna riuscire ad investire in Sicilia senza avere davanti lo spauracchio della mafia.
Bisogna pensare, ad esempio, che non abbiamo leggi che proteggano i cittadini dall'abuso d'ufficio nella Pubblica Amministrazione.
La Procura di Palermo ora tende ad intensificare gli sforzi per quanto riguarda il sequestro dei beni mafiosi, la confisca dei terreni, degli immobili. Perchè questo è il modo più efficace, oggi, di combattere: se arresti uno, domani lo hanno già sostituito.

Per quello che concerne i cittadini, bisogna capire che se non sono soddisfatti i bisogni essenziali, non si può chiedere il concetto di legalità. Questo è un compito della politica, non della magistratura.
Per questo Libera è importante, perchè senza legalità intesa come processo, come rivoluzione culturale, non si potrà mai ottenere nulla.
> speciali > torna su
Beni confiscati
la realtà di chi lavora sulla confisca e il riutilizzo dei beni appartenuti alla mafia
Storia e Memoria
Eventi recenti e meno recenti, persone che non possono essere dimenticate
Testimoni
Persone che hanno affrontato le mafie a viso aperto
Cittadini attivi
Il problema delle mafie affrontato quotidianamente
Cultura
Storici, giornalisti, scrittori, punti di vista a confronto con le mafie