 |
 |
 |
 |
 |
Intervista
a Don Luigi Ciotti, presidente di Libera |
23 febbraio 2002
a cura di Maria Mazzei e Enrico Natoli |
 |
|
Qual è il bilancio di Libera? Quali gli
obiettivi attuali?
Dobbiamo mantenere un impegno nella continuità,
con umiltà, ma certamente Libera ha realizzato
negli ultimi anni in Italia un coordinamento con
ottomila insegnanti e ventunomila studenti nelle
scuole, basta guardare i progetti. Stiamo partendo
con un bimestrale costruito con tutti i ragazzi
e le consulte studentesche in Italia, l'anno scorso
si è fatto un gran movimento con il Ministero
dell'Istruzione e con gli insegnanti a Napoli sulla
missione educativa in Europa e nonostante questo
cia rriva una risposta dall'attuale Ministero della
Pubblica Isatruzione che dice che le finalità
di Libera sono poco chiare. Io dico, non in
senso polemico, ben vengano le voci diverse. Libera
è un'associazione che mette insieme 800 associazioni,
però ci mettano in grado di lavorare. Hanno
riconosciuto ad esempio la UISP per le sue finalità,
altre associazioni che fanno parte di Libera, ma
Libera no.
Perché Libera disturba un pochettino, con
i suoi connotati di trasversalità: perché
ha al suo interno l'Associazione Cattolica Italiana,
l'Agesci, Legambiente e quindi dovrebbe essere una
risorsa, una ricchezza. Dove si trova un coordinamento
di tante realtà che lavorano insieme?
La mafia è più viva che mai?
Noi lo diciamo dal nostro Osservatorio che è
molto concreto, perché le associazioni lavorano
nei quartieri, nel territorio, in territori facili
e meno facili, al nord come al sud. Le mafie hanno
ripreso alla grande, con altre modalità,
con altre strategie e con altri modi di essere presenti.
Noi tocchiamo tutto questo con mano, lo capiamo
dal ripiegamento e dalla paura della gente in alcuni
quartieri.
Certo, sono cambiate le modalità, sono emerse
ancora una volta queste capacità delle mafie:
non pensavamo si potesse mettere il pizzo sullo
stipendio degli operai, oggi invece succede.
L'anno scorso è aumentato del 200% il fenomeno
del pizzo nelle terre di Sicilia, sono segni che
partono da quella quotidianità e che poi
si riconducono sempre a una strategia superiore.
Oggi è da registrare anche un'alleanza tra
le mafie nostrane con quelle straniere. E' anche
da dire che oggi i mafiosi vanno a investire i loro
capitali all'estero, visto che, con tutti I suoi
limiti, la legge sulla confisca dei beni li disturba.
Un a legge che può essere migliorata, speriamo
che sia un'agenzia nazionale più veloce ed
efficiente che amministri tutti I beni confiscati.
Abbiamo visto che dove si è riuscito a confiscare
i beni mafiosi e a creare condizioni di lavoro,
di promozione sociale... beh, si sono un po' scocciati!
Cos'è la Carovana Nazionale Antimafia?
La Carovana Nazionale Antimafia è nata nel
'94 in Sicilia per merito dell'Arci, oggi è
diventato un evento pubblico nazionale. Perchè
corruzione, riciclaggio, criminalità organizzata
e le varie forme di penetrazione (il mercato della
droga, la prostituzione, le persone rese schiave,
il mercato della tratta delle persone), tutti questi
fatti sono trasversali al tessuto sociale del paese.
Non è un caso che si confiscano ville e beni
in Lombardia, Piemonte, Veneto e Toscana: è
il segno della penetrazione che le mafie hanno avuto
in questo momento. E' quindi necessaria quest'attenzione:
guardate il caso delle tangenti a Torino: sembrava
che fosse impossibile che si ripetessero quelle
vicende, invece oggi è riproposto il tema
delle tangenti. Dunque la Carovana è nazionale
per sensibilizzare, mobilitare, ma soprattutto promuovere
quei momenti di cittadinanza attiva, perché
non basta la denuncia, che dev'essere seria , mai
faziosa, attenta e documentata ma soprattutto ci
vuole il grande progetto, la grande proposta |
|
 |
|
 |
|
|
 |
|
 |
 |
 |
Beni
confiscati
la realtà di chi lavora sulla confisca e il riutilizzo
dei beni appartenuti alla mafia |
 |
 |
Storia
e Memoria
Eventi recenti e meno recenti, persone che non possono essere
dimenticate |
 |
 |
Testimoni
Persone che hanno affrontato le mafie a viso aperto |
 |
 |
Cittadini
attivi
Il problema delle mafie affrontato quotidianamente |
 |
 |
Cultura
Storici, giornalisti, scrittori, punti di vista a confronto
con le mafie |
| |
|
|
|