Trabia (Palermo): la villa del boss diventa colonia estiva.

L'uso sociale di un bene mafioso confiscato che ha ospitato, da giugno a settembre, centinaia di bambini di Palermo e provincia.
Agosto 2002 - Intervista di Maria Mazzei e Enrico Natoli
Fotografie di Enrico Natoli

 
Nell'intervista che segue, Elio Teresi, il coordinatore degli animatori della Cooperativa Nuova Generazione, racconta la nascita, lo sviluppo e il successo di questa iniziativa.
A Elio, agli altri animatori e soprattutto ai bambini e alle bambine che abbiamo incontrato va il ringraziamento di Cuntrastamu.

Come è nata questa struttura? A chi è stata sottratta e in che modo?
Questa struttura nasce innanzitutto come confisca nel '92 e viene assegnata il 3 ottobre del '97.
Segeuendo la procedura della legge 109/96 (sull'assegnazione dei beni confiscati alla mafia, ndr) i beni confiscati vengono dati prima al Comune, e poi il Comune assegna il bene a una realtà associativa che ne abbia fatto richiesta.

A ottobre del '97 ha assegnato questo bene alla cooperativa "Nuova Generazione", una onlus di Trabia. I primi anni sono stati un po' travagliati per la gestione del bene, anche perché il valore del bene è all'incirca di un miliardo (di lire, ndr), per cui gestire una struttura del genere con i pochi fondi del fondo prefettizio non era facile.
Credo che ormai siano due anni che si lavora a pieno ritmo, lo scorso anno ha ospitato una colonia per i bambini di Chernobyl e quest' anno col fondo prefettizio, con un finanziamento di circa duecentocinquanta milioni (di lire, ndr) gestisce questa colonia estiva per minori provenienti da tutta la provincia di Palermo.
Sono interessati 72 comuni di tutta la provincia (su 85) per un totale di più di 350 bambini.

Questa struttura dal 15 giugno sta ospitando tutte le realtà minorili presenti sul territorio provinciale, vengono affidati bambini segnalati dai servizi sociali comunali, o da realtà di case famiglia, o centri per minori a rischio, o anche istituti religiosi che mandano qui i loro bambini.

E' una struttura che per la prima volta, dal mio punto di vista, mette in campo una duplice scelta sociale di animazione: coniuga una solidarietà sociale tipicamente siciliana con una organizzazione tipicamente austriaca, come modello di organizzazione. Tutto viene fatto alla ricerca della qualità, gli operatori sono molto responsabilizzati, non esiste l'operatore che faccia solo l'animazione, ma si prende il furgone e si portano i bambini al mare, nel caso si dà una mano in cucina agli inservienti perchè tutti dobbiamo saper fare qualcosa. Si va in piscina per vedere se il PH dell'acqua va bene. Tutto ciò tipicizza il job content dell'operatore sociale, cioè dell'animatore. Il motto della colonia è "Non saremo mai famosii", con due "i" perchè "famosii" è l'anagramma di "mafiosi" e sta ad indicare un modo nuovo di fare antimafia sociale, proponendo un modo nuovo di animazione per i bambini. Non è un caso che diversi comuni presenti con i loro bambini hanno richiesto la nostra presenza nei comuni stessi per fare animazione con i bambini del paese.

L'ultima volta è stata ad Alimena la settimana scorsa, abbiamo fatto animazione di strada con 47 bambini del comune. Alimena aveva mandatro qui alla colonia cinque bambini.
I comuni non pagano una lira perchè paga la prefettura, quindi in base al numero di abitanti mandano da cinque a dieci bambini a turno.

Quando parli di "minori a rischio" che cosa intendi?

I "minori a rischio" possono essere bambini affidati dal Tribunale, tolti alle famiglie, affidati a case famiglie, o bambini che vivono comunque realtà di degrado nei quartieri palermitani, o anche nei comuni vicini come Bagheria, Partinico, Termini Imerese, Cefalù.

Ci sono anche minori che ovviamente vengono segnalati dai servizi sociali. Una cosa che tengo a precisare è che qui noi ospitiamo tutti, non siamo tenuti a sapere niente di nessuno. Siamo tenuti a far divertire, non è una colonia educativa, ha un fine esclusivamente ricreativo, quindi noi vogliamo che i bambini si divertano, qualunque sia il tipo di bambino, qualunque sia la sua retrospettiva sociale. Non siamo tenuti ad approfondire, perchè non sarebbe neanche giusto farlo.

E' una responsabilità doppia, perchè ovviamente non tutti gli operatori sanno che tipo di bambini abbiano, che problematiche si portano dietro.
Fino ad oggi non abbiamo avuto grossi problemi all'interno della struttura.

Trabia è da sempre luogo di rifugio per molti mafiosi. Qui ha regnato per molti anni la "pax mafiosa", nulla doveva succedere perchè tutto passasse sotto silenzio.
Che cosa si sa dei vecchi proprietari dello stabile?
Da quello che noi sappiamo - anche perchè noi siamo operatori affidati, quindi "prestati" a questo ruolo - la struttura nasce nel '92 come risarcimento per il maxi-processo, per la mancata deposizione da parte di un boss di Palermo, un tale Sorce. I boss locali o i boss della cupola come ringraziamento gli regalano questa struttura di circa 750 mq, con 15 stanze e altrettanti bagni, due enormi saloni. Si pensa che ci si dovesse realizzare una casa per appuntamenti.

Trabia è da sempre luogo di rifugio per molti mafiosi. Qui ha regnato per molti anni la "pax mafiosa", nulla doveva succedere perchè tutto passasse sotto silenzio. Questo ha anche agevolato chi volesse risiedere qui.

Trabia è uno dei posti dove negli ultimi anni sono stati sequestrati più beni, ce n'è uno a circa due chilometri di distanza da qui, apparteneva a un boss di Caccamo che è stato affidato all'Opera Don Calabria ed è diventato un centro di recupero per tossicodipendenti.

Qui sotto c'è l'hotel Torre Artale, anch'esso in amministrazione giudiziaria, che occupa l'antica residenza del Marchese Artale, più 94 villette bifamiliari , per un valore di centinaia di miliardi di lire.

Le villette sono abitate? Abbiamo visto delle persone che ci entravano.

Sì, l'amministrazione giudiziaria ne continua a permettere il normale funzionamento. C'è un notevole afflusso di turisti, anche stranieri.

Quanti beni sequestrati ci sono in questo Comune?

Che io sappia, otto o nove, di cui tre assegnati.

Sono stati confiscati intorno al '92?

No, quello dove ora c'è il centro di recupero per tossicodependenti è stato sequestrato molto prima, uno dei primi beni assegnati qui a Trabia.
Se non vado errato, da una stima fatta nel 2001 i beni confiscati nella provincia di Palermo sono 1.188, di cui assegnati sono solo il 30%. E' una percentuale minima.
Tra l'altro, anche i beni mobili che potrebbero essere utilizzati, come furgoni, ruspe, trattori, macchine, molto spesso restano nei depositi.
Per questa struttura ad esempio abbiamo affittato un furgone da una cooperativa sociale di Partinico. Se avessimo avuto la possibilità, potevamo anche utilizzarne uno nostro, se ce l'avessero assegnato.

Nel territorio di Trabia, a San Nicola l'Arena, c'è un bene confiscato a un boss in una località turistica. E' una struttura immensa, in tufo e pietra viva che sarà destinata ad alloggi per militari: carabinieri, guardia di finanza, ecc. E' una struttura che potrebbe ospitare più di 150 persone.
Se le strutture migliori confiscate vengono assegnate alle realtà istituzionali, il fine sociale della legge viene un po' snaturato.

Prima delle vacanze si leggeva sui giornali che il governo intenderebbe mettere all'asta questi beni confiscati. Non si rischia un "corto circuito", nel senso che poi questi beni vengono comprati dalle stesse persone a cui sono stati confiscati?
Il rischio grosso è che una cooperativa sociale come questa avrebbe grosse difficoltà a investire su un bene del genere. E anche per le amministrazioni comunali sarebbe difficile. I beni andrebbero a finire nelle mani dei privati, il rischio di speculazioni sarebbe enorme. Speculazioni ne abbiamo già avute troppe in questo posto.

Che età hanno i bambini ospitati nella struttura?

Dagli 8 ai 14 anni. Sono scolarizzati e non, in qualche caso hanno un handicap . Abbiamo dei locali attrezzati per le persone con handicap.

Che rapporti avete con le persone che abitano qui intorno? Come vedono la vostra iniziativa?
In genere ci sono rapporti ottimi e i nostri bambini sono molto vivaci. Quello che la gente ha avuto difficoltà a capire è che i bambini arrivano e partono a rotazione, quindi non si spiegavano ad esempio come mai ogni domenica c'era una battaglia di palloncini d'acqua. Non si sono accorti subito che i bambini erano diversi!

Nel nostro sito cerchiamo di parlare agli individui più che alle organizzazioni o ai partiti. il tuo impegno a livello individuale come nasce?

Nasce dall'impegno cattolico. Il cambiamento avviene nel '97 quando decido di fare un'esperienza in un campo scout internazionale in Austria, il campo più grande di Europa che accoglie 8.000 ragazzi ogni estate e che già da qualche anno gestiva progetti in collaborazione con l'UNHCR (Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati, ndr) che riguardavano l'accoglienza dei profughi provenienti dalla Bosnia.

Da lì parte anche un'esperienza di volontariato di strada, con interesse per le realtà presenti a Palermo e provincia. Ecco perchè io mi reputo un misto tra scoutismo, comunismo rivoluzionario, francescanesimo avanzato, teologia della liberazione sudamericana. Un monsignore brasiliano diceva che se uno sogna da solo, il sogno rimane tale; se si sogna insieme il sogno diventa realtà.

Tengo a precisare che io lavoro nel mio paese, Trabia. Apprezzo molto il lavoro della cooperativa e ho voluto dare anch'io il mio contributo.
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