Nell'intervista che segue, Elio Teresi,
il coordinatore degli animatori della Cooperativa
Nuova Generazione, racconta la nascita, lo
sviluppo e il successo di questa iniziativa.
A Elio, agli altri animatori e soprattutto ai
bambini e alle bambine che abbiamo incontrato
va il ringraziamento di Cuntrastamu.
Come è nata questa struttura? A chi
è stata sottratta e in che modo?
Questa struttura nasce innanzitutto come confisca
nel '92 e viene assegnata il 3 ottobre del '97.
Segeuendo la procedura della legge 109/96 (sull'assegnazione
dei beni confiscati alla mafia, ndr) i beni confiscati
vengono dati prima al Comune, e poi il Comune
assegna il bene a una realtà associativa
che ne abbia fatto richiesta.
A ottobre del '97 ha assegnato questo bene alla
cooperativa "Nuova Generazione", una
onlus di Trabia. I primi anni sono stati un po'
travagliati per la gestione del bene, anche perché
il valore del bene è all'incirca di un
miliardo (di lire, ndr), per cui gestire una struttura
del genere con i pochi fondi del fondo prefettizio
non era facile.
Credo che ormai siano due anni che si lavora a
pieno ritmo, lo scorso anno ha ospitato una colonia
per i bambini di Chernobyl e quest' anno col fondo
prefettizio, con un finanziamento di circa duecentocinquanta
milioni (di lire, ndr) gestisce questa colonia
estiva per minori provenienti da tutta la provincia
di Palermo.
Sono interessati 72 comuni di tutta la provincia
(su 85) per un totale di più di 350 bambini.
Questa struttura dal 15 giugno sta ospitando tutte
le realtà minorili presenti sul territorio
provinciale, vengono affidati bambini segnalati
dai servizi sociali comunali, o da realtà
di case famiglia, o centri per minori a rischio,
o anche istituti religiosi che mandano qui i loro
bambini.
E' una struttura che per la prima volta, dal mio
punto di vista, mette in campo una duplice scelta
sociale di animazione: coniuga una solidarietà
sociale tipicamente siciliana con una organizzazione
tipicamente austriaca, come modello di organizzazione.
Tutto viene fatto alla ricerca della qualità,
gli operatori sono molto responsabilizzati, non
esiste l'operatore che faccia solo l'animazione,
ma si prende il furgone e si portano i bambini
al mare, nel caso si dà una mano in cucina
agli inservienti perchè tutti dobbiamo
saper fare qualcosa. Si va in piscina per vedere
se il PH dell'acqua va bene. Tutto ciò
tipicizza il job content dell'operatore sociale,
cioè dell'animatore. Il motto della colonia
è "Non saremo mai famosii", con
due "i" perchè "famosii"
è l'anagramma di "mafiosi" e
sta ad indicare un modo nuovo di fare antimafia
sociale, proponendo un modo nuovo di animazione
per i bambini. Non è un caso che diversi
comuni presenti con i loro bambini hanno richiesto
la nostra presenza nei comuni stessi per fare
animazione con i bambini del paese.
L'ultima volta è stata ad Alimena la settimana
scorsa, abbiamo fatto animazione di strada con
47 bambini del comune. Alimena aveva mandatro
qui alla colonia cinque bambini.
I comuni non pagano una lira perchè paga
la prefettura, quindi in base al numero di abitanti
mandano da cinque a dieci bambini a turno.
Quando parli di "minori a rischio" che
cosa intendi?
I "minori a rischio" possono essere
bambini affidati dal Tribunale, tolti alle famiglie,
affidati a case famiglie, o bambini che vivono
comunque realtà di degrado nei quartieri
palermitani, o anche nei comuni vicini come Bagheria,
Partinico, Termini Imerese, Cefalù.
Ci sono anche minori che ovviamente vengono segnalati
dai servizi sociali. Una cosa che tengo a precisare
è che qui noi ospitiamo tutti, non siamo
tenuti a sapere niente di nessuno. Siamo tenuti
a far divertire, non è una colonia educativa,
ha un fine esclusivamente ricreativo, quindi noi
vogliamo che i bambini si divertano, qualunque
sia il tipo di bambino, qualunque sia la sua retrospettiva
sociale. Non siamo tenuti ad approfondire, perchè
non sarebbe neanche giusto farlo.
E' una responsabilità doppia, perchè
ovviamente non tutti gli operatori sanno che tipo
di bambini abbiano, che problematiche si portano
dietro.
Fino ad oggi non abbiamo avuto grossi problemi
all'interno della struttura.
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Trabia
è da sempre luogo di rifugio per molti
mafiosi. Qui ha regnato per molti anni la
"pax mafiosa", nulla doveva succedere
perchè tutto passasse sotto silenzio.
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Che cosa si sa dei vecchi proprietari dello stabile?
Da quello che noi sappiamo - anche perchè
noi siamo operatori affidati, quindi "prestati"
a questo ruolo - la struttura nasce nel '92 come
risarcimento per il maxi-processo, per la mancata
deposizione da parte di un boss di Palermo, un tale
Sorce. I boss locali o i boss della cupola come
ringraziamento gli regalano questa struttura di
circa 750 mq, con 15 stanze e altrettanti bagni,
due enormi saloni. Si pensa che ci si dovesse realizzare
una casa per appuntamenti.
Trabia è da sempre luogo di rifugio per molti
mafiosi. Qui ha regnato per molti anni la "pax
mafiosa", nulla doveva succedere perchè
tutto passasse sotto silenzio. Questo ha anche agevolato
chi volesse risiedere qui.
Trabia è uno dei posti dove negli ultimi
anni sono stati sequestrati più beni, ce
n'è uno a circa due chilometri di distanza
da qui, apparteneva a un boss di Caccamo che è
stato affidato all'Opera Don Calabria ed è
diventato un centro di recupero per tossicodipendenti.
Qui sotto c'è l'hotel Torre Artale, anch'esso
in amministrazione giudiziaria, che occupa l'antica
residenza del Marchese Artale, più 94 villette
bifamiliari , per un valore di centinaia di miliardi
di lire.
Le villette sono abitate? Abbiamo visto delle persone
che ci entravano.
Sì, l'amministrazione giudiziaria ne continua
a permettere il normale funzionamento. C'è
un notevole afflusso di turisti, anche stranieri.
Quanti beni sequestrati ci sono in questo Comune?
Che io sappia, otto o nove, di cui tre assegnati.
Sono stati confiscati intorno al '92?
No, quello dove ora c'è il centro di recupero
per tossicodependenti è stato sequestrato
molto prima, uno dei primi beni assegnati qui a
Trabia.
Se non vado errato, da una stima fatta nel 2001
i beni confiscati nella provincia di Palermo sono
1.188, di cui assegnati sono solo il 30%. E' una
percentuale minima.
Tra l'altro, anche i beni mobili che potrebbero
essere utilizzati, come furgoni, ruspe, trattori,
macchine, molto spesso restano nei depositi.
Per questa struttura ad esempio abbiamo affittato
un furgone da una cooperativa sociale di Partinico.
Se avessimo avuto la possibilità, potevamo
anche utilizzarne uno nostro, se ce l'avessero assegnato.
Nel territorio di Trabia, a San Nicola l'Arena,
c'è un bene confiscato a un boss in una località
turistica. E' una struttura immensa, in tufo e pietra
viva che sarà destinata ad alloggi per militari:
carabinieri, guardia di finanza, ecc. E' una struttura
che potrebbe ospitare più di 150 persone.
Se le strutture migliori confiscate vengono assegnate
alle realtà istituzionali, il fine sociale
della legge viene un po' snaturato. Prima
delle vacanze si leggeva sui giornali che il governo
intenderebbe mettere all'asta questi beni confiscati.
Non si rischia un "corto circuito", nel
senso che poi questi beni vengono comprati dalle
stesse persone a cui sono stati confiscati?
Il rischio grosso è che una cooperativa sociale
come questa avrebbe grosse difficoltà a investire
su un bene del genere. E anche per le amministrazioni
comunali sarebbe difficile. I beni andrebbero a
finire nelle mani dei privati, il rischio di speculazioni
sarebbe enorme. Speculazioni ne abbiamo già
avute troppe in questo posto.
Che età hanno i bambini ospitati nella struttura?
Dagli 8 ai 14 anni. Sono scolarizzati e non, in
qualche caso hanno un handicap . Abbiamo dei locali
attrezzati per le persone con handicap.
Che rapporti avete con le persone che abitano
qui intorno? Come vedono la vostra iniziativa?
In genere ci sono rapporti ottimi e i nostri bambini
sono molto vivaci. Quello che la gente ha avuto
difficoltà a capire è che i bambini
arrivano e partono a rotazione, quindi non si spiegavano
ad esempio come mai ogni domenica c'era una battaglia
di palloncini d'acqua. Non si sono accorti subito
che i bambini erano diversi!
Nel nostro sito cerchiamo di parlare agli individui
più che alle organizzazioni o ai partiti.
il tuo impegno a livello individuale come nasce?
Nasce dall'impegno cattolico. Il cambiamento avviene
nel '97 quando decido di fare un'esperienza in un
campo scout internazionale in Austria, il campo
più grande di Europa che accoglie 8.000 ragazzi
ogni estate e che già da qualche anno gestiva
progetti in collaborazione con l'UNHCR (Alto Commissariato
dell'ONU per i rifugiati, ndr) che riguardavano
l'accoglienza dei profughi provenienti dalla Bosnia.
Da lì parte anche un'esperienza di volontariato
di strada, con interesse per le realtà presenti
a Palermo e provincia. Ecco perchè io mi
reputo un misto tra scoutismo, comunismo rivoluzionario,
francescanesimo avanzato, teologia della liberazione
sudamericana. Un monsignore brasiliano diceva che
se uno sogna da solo, il sogno rimane tale; se si
sogna insieme il sogno diventa realtà.
Tengo a precisare che io lavoro nel mio paese, Trabia.
Apprezzo molto il lavoro della cooperativa e ho
voluto dare anch'io il mio contributo. |